Skip to main content
Auto elettriche, dalle agevolazioni alla tassa chilometrica
Pubblicato il
Aggiornato il

Auto elettriche, dalle agevolazioni alla tassa chilometrica

5 min.

Le auto elettriche beneficiano oggi di agevolazioni fiscali e amministrative che possono incidere sensibilmente sui costi di utilizzo. Esenzioni dal bollo, accessi gratuiti ad alcune ZTL e un trattamento favorevole per le vetture aziendali rendono le BEV convenienti anche al di là dei consumi. Questi vantaggi, però, non sono necessariamente destinati a rimanere invariati: alcune amministrazioni italiane hanno già modificato le proprie regole, mentre il Regno Unito introdurrà dal 2028 una tassa legata alle miglia percorse.

Il vantaggio fiscale che dipende dall'utilizzo

La differenza principale rispetto alle automobili a benzina o diesel riguarda il modo in cui viene tassato l'uso del veicolo. Chi percorre più chilometri con un'auto termica acquista più carburante e, di conseguenza, versa più accise. In Italia l'elettricità è soggetta alle proprie imposte, ma per le auto elettriche non esiste una tassa stradale chilometrica equivalente alle accise sui carburanti.

A questo vantaggio si aggiungono le agevolazioni sul bollo, che tuttavia cambiano in base al territorio. Non è quindi corretto affermare in termini assoluti che tutte le elettriche non paghino la tassa automobilistica. In Lombardia, per esempio, le vetture completamente elettriche godono di un'esenzione permanente.

Anche le regole locali possono alleggerire i costi. A Milano le auto completamente elettriche possono accedere senza ticket all'area a traffico regolamentato citata nel contenuto. Sul fronte aziendale, dal 2025 la percentuale impiegata per calcolare i fringe benefit dei nuovi veicoli concessi in uso promiscuo è del 10% per le elettriche, contro il 20% delle ibride plug-in e il 50% delle termiche.

Le ZTL mostrano quanto rapidamente possano cambiare le regole

Le agevolazioni non sono caratteristiche permanenti della tecnologia, ma decisioni fiscali e amministrative adottate anche per favorire la diffusione della mobilità elettrica. Il caso di Roma mostra quanto velocemente possano essere riviste. In precedenza, per accedere alle ZTL con una vettura elettrica era sufficiente registrare la targa. Dal 1° luglio 2026 è invece necessario un nuovo permesso.

Per chi non rientra nelle categorie che hanno già diritto alle normali autorizzazioni, il costo annuale può arrivare a 1.000 euro. Nella capitale risultavano già autorizzati circa 75.000 veicoli; l'amministrazione ha collegato il cambiamento al loro aumento, indicato tra le cause della crescita del traffico e della riduzione degli spazi disponibili.

⚡ Leggi anche: ZTL e auto elettriche: a Brescia la targa va registrata prima dell’accesso

Il punto non riguarda soltanto il costo del permesso. Quando il numero di veicoli elettrici cresce, la sola alimentazione può non essere più considerata sufficiente per concedere un accesso gratuito. Una BEV non produce emissioni allo scarico, ma continua a occupare spazio e a contribuire ai flussi di traffico: nel caso romano, proprio questi aspetti hanno motivato la revisione amministrativa descritta.

Nel Regno Unito arriverà una tassa per ogni miglio

Il Regno Unito sta intervenendo direttamente sul nodo delle entrate fiscali. Le auto elettriche hanno già perso l'esenzione dalla normale tassa automobilistica: una nuova elettrica paga 10 sterline nel primo anno e successivamente 200 sterline all'anno secondo l'aliquota standard indicata.

Dal 1° aprile 2028 entrerà poi in vigore un secondo prelievo, calcolato in funzione della distanza percorsa. La tariffa iniziale sarà di 3 pence per miglio. Per un automobilista che percorre 10.000 miglia in un anno, la spesa sarà quindi di circa 300 sterline, da aggiungere alla normale tassa automobilistica.

Il sistema previsto si basa sulla lettura del contachilometri. Al momento del rinnovo il proprietario comunicherà il dato e fornirà una stima delle miglia che pensa di percorrere nell'anno successivo. Alla scadenza verrà effettuato un conguaglio sulla base della distanza effettiva. Nel Regno Unito i dati chilometrici vengono già raccolti durante i controlli del Ministero dei Trasporti.

La motivazione dichiarata è legata alla sostenibilità delle entrate pubbliche. Un automobilista che utilizza benzina o diesel contribuisce attraverso la tassa sui carburanti ogni volta che fa rifornimento. Chi guida un'elettrica non versa un'imposta equivalente legata alla percorrenza e, con l'aumento delle BEV, questa differenza pesa progressivamente di più sui conti pubblici.

Per l'Italia non esiste ancora una scelta definita

Il modello britannico non permette di concludere che anche in Italia arriverà certamente una tassa nazionale al chilometro. Le soluzioni possibili comprendono la riduzione progressiva delle esenzioni dal bollo, la revisione degli accessi gratuiti alle ZTL oppure un cambiamento più ampio della fiscalità automobilistica. Il problema centrale resta come sostituire le entrate oggi generate dai carburanti se il parco circolante diventerà in larga parte elettrico.

Una maggiore tassazione delle BEV non comporterebbe automaticamente la perdita di ogni vantaggio economico rispetto alle auto termiche. Il risultato dipenderebbe dall'entità dei nuovi prelievi, dai prezzi di elettricità e carburanti, dai costi di manutenzione e dalle imposte che continuerebbero a gravare sulle vetture a combustione.

Nel caso britannico, i 3 pence per miglio corrispondono inizialmente a circa la metà del contributo medio equivalente versato attraverso la tassa sui carburanti. L'obiettivo indicato non è quindi rendere l'elettrico più costoso del termico, ma iniziare a riequilibrare un sistema fiscale costruito attorno ai rifornimenti di benzina e gasolio. Con la progressiva normalizzazione delle auto elettriche, anche le agevolazioni nate per sostenerne la diffusione saranno inevitabilmente oggetto di nuove valutazioni politiche e amministrative.

Una domanda per voi

Per le auto elettriche sarebbe più equa una tassa annuale fissa oppure un prelievo proporzionale ai chilometri realmente percorsi?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato controllato dall'intelligenza artificiale

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Zk4zr7aPfnI

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!