ALSO TM-B, iniziano le consegne: l’autonomia alla prova
ALSO ha avviato le prime consegne della TM-B Launch Edition, la bicicletta elettrica sviluppata dallo spin-off di Rivian. Gli esemplari stanno arrivando ai clienti dopo ripetuti ritardi, con un prezzo indicato di 4.500 dollari negli Stati Uniti. Le impressioni iniziali pubblicate dai proprietari sono generalmente positive, ma un primo test su strada ha sollevato interrogativi sull’autonomia massima dichiarata.
Pedalata elettronica e assistenza regolata via software
L’elemento centrale della TM-B è il sistema proprietario DreamRide, basato su un’architettura pedal-by-wire. Tra i pedali e la ruota posteriore non è presente il tradizionale collegamento meccanico: la pedalata genera invece un segnale elettronico che controlla il motore, consentendo ad ALSO di gestire il funzionamento del sistema in larga parte attraverso il software.
Anche il comando a pollice segue una logica particolare. Se il ciclista non pedala, il comando non produce alcuna accelerazione; durante la pedalata, invece, porta temporaneamente l’assistenza al livello massimo. Un primo proprietario ha descritto il funzionamento come molto rapido e reattivo, dichiarandosi soddisfatto della scelta di non adottare un acceleratore indipendente.
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Un primo test lontano dalle 100 miglia dichiarate
Il dato più significativo emerso dai primi utilizzi riguarda l’autonomia. Partendo da una carica completa, un proprietario ha percorso 30 miglia, circa 51 chilometri, arrivando al 4% di batteria residua. La prova è stata però condotta con livelli elevati di assistenza, salite ripide e vento contrario: condizioni che non consentono ancora di valutare in modo definitivo la percorrenza della TM-B in scenari più favorevoli.
Il risultato rimane distante dalle 100 miglia, circa 160 chilometri, indicate da ALSO come autonomia massima. Durante la stessa prova, la bicicletta ha iniziato a ridurre progressivamente l’assistenza disponibile quando la batteria ha raggiunto il 40%: il livello massimo è passato da 10x a 9x, per poi scendere gradualmente fino a 2x con il 6% di carica.
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I ritardi e le verifiche ancora necessarie
ALSO ha attribuito i ritardi più recenti a modifiche hardware legate alla disponibilità dei componenti e alle difficoltà nelle approvazioni normative riguardanti la batteria e il sistema di ricarica USB-C ad alta potenza. L’avvio delle consegne sposta ora l’attenzione dalle tempistiche alle prestazioni effettive della bicicletta.
I riscontri disponibili restano limitati e non permettono ancora di stabilire quanto sia realistica l’autonomia massima dichiarata. Saranno necessari altri test, soprattutto con assistenza ridotta e condizioni meno impegnative, mentre l’aumento degli esemplari in circolazione potrà far emergere eventuali problemi della prima generazione.
Una domanda per voi
Quali condizioni di prova ritenete più rappresentative per valutare l’autonomia reale di una e-bike come la ALSO TM-B?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

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