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Volkswagen ID. Buzz, la guida autonoma applicata alle consegne dell’ultimo miglio
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Volkswagen ID. Buzz, la guida autonoma applicata alle consegne dell’ultimo miglio

5 min.

La guida autonoma non deve necessariamente esordire trasportando persone. Un’applicazione potenzialmente più immediata è la logistica dell’ultimo miglio, dove un veicolo può muovere pacchi e altri prodotti dal magazzino al destinatario senza un conducente a bordo. Un concept sviluppato attorno al Volkswagen ID. Buzz mostra come questa idea possa tradursi in un servizio completo, dalla prenotazione della consegna al ritiro del contenuto.

Il mezzo è stato adattato con numerosi sensori LiDAR, distribuiti sul tetto, sui lati, nella parte anteriore e in quella posteriore, oltre all’hardware necessario per l’elaborazione dei dati. In questa configurazione, tuttavia, il punto centrale non è soltanto la capacità di muoversi autonomamente: altrettanto importante è il sistema robotizzato installato nel vano di carico.

Dai robotaxi ai pacchi senza conducente

Il trasporto autonomo di passeggeri deve confrontarsi con difficoltà normative e responsabilità particolarmente delicate. Spostare oggetti anziché persone non elimina il tema della regolamentazione, ma apre casi d’uso differenti. La piattaforma ID. Buzz in configurazione autonoma viene indicata come già attiva in alcune città per il trasporto di passeggeri, mentre l’allestimento dedicato alle merci resta, allo stato mostrato, un concept.

⚡ Leggi anche: Volkswagen ID. Buzz robotaxi debutta a Los Angeles

Tra gli impieghi ipotizzati c’è la distribuzione dei farmaci. Oggi un prodotto non disponibile in farmacia può essere ordinato e trasferito da un magazzino centrale mediante furgoni che riforniscono i diversi punti vendita. Un veicolo autonomo potrebbe automatizzare questa tratta oppure portare direttamente il farmaco all’indirizzo del cliente. Lo stesso principio sarebbe applicabile ai pacchi acquistati online.

Rispetto alle consegne con droni, anch’esse condizionate dalle regole sull’utilizzo dello spazio aereo, una soluzione su ruote opera all’interno di un’infrastruttura stradale già esistente. Resta comunque necessario rispettare i vincoli relativi a circolazione, fermata e sosta: proprio per questo il sistema deve comunicare con precisione dove si è arrestato il mezzo.

Come funziona la consegna automatizzata

L’interazione con il servizio avviene tramite un’applicazione. L’utente inserisce l’indirizzo e seleziona il giorno e l’orario desiderati, quindi può seguire la posizione del veicolo e consultare il tempo stimato all’arrivo. Quando il mezzo raggiunge la zona di consegna, una notifica indica il punto esatto in cui si trova.

Questa informazione è necessaria perché il Volkswagen ID. Buzz potrebbe non riuscire a fermarsi davanti alla porta: la mancanza di parcheggio o un divieto di sosta possono obbligarlo a scegliere automaticamente un punto nelle vicinanze, indicato nella dimostrazione entro una distanza massima di 50 metri.

Per ritirare l’ordine, il destinatario avvia dall’app la procedura dedicata e completa una scansione del volto. Il riconoscimento serve a verificare l’identità della persona prima di rendere accessibile il pacco. Una volta autorizzato il ritiro, il sistema apre il compartimento e porta all’esterno il modulo assegnato a quella consegna.

Dopo il prelievo, il contenitore viene reinserito e il mezzo si richiude. Il meccanismo robotizzato sposta quindi il vano ormai vuoto all’interno e prepara quello destinato al cliente successivo. La gestione automatica del carico è quindi parte integrante del progetto, non un semplice accessorio del veicolo autonomo.

I vantaggi pratici e il nodo del lavoro

Un servizio di questo tipo potrebbe ridurre alcuni problemi tipici delle consegne a domicilio: destinatari assenti, notifiche non ricevute, necessità di affidare il pacco a un vicino e difficoltà nel coordinare l’orario di arrivo. La possibilità di scegliere una fascia temporale e monitorare direttamente il veicolo renderebbe il ritiro più prevedibile.

La proposta nasce anche dalla difficoltà di trovare conducenti per attività di consegna rapida. Quello del corriere viene descritto come un lavoro molto stressante, caratterizzato dal contatto con clienti insoddisfatti per ritardi o tentativi di consegna falliti. L’automazione potrebbe assorbire almeno una parte di queste operazioni ripetitive e della relativa pressione.

Il beneficio tecnologico non cancella però le conseguenze occupazionali. Se mezzi autonomi e vani robotizzati dovessero sostituire una quota crescente delle consegne, sarebbe necessario valutare che cosa accadrebbe alle persone oggi impiegate come corrieri e quali forme di tutela accompagnerebbero il cambiamento. Il concept mostra un processo tecnicamente coerente, ma la sua applicazione non può essere considerata soltanto come un problema di sensori, software e logistica.

Un banco di prova concreto per l’autonomia

La logistica può offrire alla guida autonoma un percorso diverso da quello dei robotaxi. Il carico non richiede comfort e non è esposto direttamente ai rischi percepiti da un passeggero, mentre il servizio può essere pianificato attorno a fermate e destinatari definiti. Restano da affrontare l’integrazione nelle città, la gestione delle soste, la verifica sicura dell’identità e l’impatto sul lavoro.

L’aspetto più significativo del Volkswagen ID. Buzz modificato è quindi l’unione di più tecnologie in una singola catena operativa: navigazione autonoma, tracciamento tramite app, riconoscimento facciale e movimentazione robotizzata dei compartimenti. È questa integrazione, più ancora del solo movimento senza conducente, a trasformare il veicolo in una possibile piattaforma per le consegne automatizzate.

Una domanda per voi

La logistica dell’ultimo miglio può diventare il primo impiego diffuso della guida autonoma, prima ancora del trasporto di passeggeri?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato controllato dall'intelligenza artificiale

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=FkwT9DvQYV8

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!