
Veicoli più facili da smontare: le nuove regole UE dal 2032
Dal 1° settembre 2032 i nuovi tipi di veicoli omologati dovranno rispettare i requisiti europei di progettazione per lo smontaggio e il disassemblaggio. Le prescrizioni riguarderanno componenti come batterie, cambi, fari e parte dei vetri, che dovranno essere concepiti per facilitarne la rimozione e la sostituzione.
La scadenza è fissata a sei anni dall’entrata in vigore del Regolamento europeo sui veicoli a fine vita. Le nuove regole puntano a favorire riutilizzo, riciclo, rifabbricazione e ricondizionamento attraverso indicazioni più dettagliate e stringenti rispetto a quelle contenute nella direttiva 2000/53/CE, norma di riferimento fino a luglio 2026.
Quali componenti dovranno essere rimovibili
Il regolamento interviene già sulla progettazione del mezzo. Le parti interessate dovranno poter essere rimosse e sostituite più facilmente sia durante gli interventi di manutenzione nelle officine, sia negli impianti autorizzati che trattano i veicoli giunti a fine vita.
L’elenco comprende batterie, cambi, autoradio, paraurti e fari, oltre al 70% dei vetri. La Commissione europea potrà aggiungere ulteriori parti e componenti tenendo conto del progresso tecnico e scientifico.
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Gli obblighi prima della frantumazione
Gli impianti autorizzati dovranno rimuovere le componenti indicate prima di procedere alla frantumazione del veicolo. Il regolamento prevede però delle esenzioni: potranno essere applicate quando l’impianto dimostri che il costo della rimozione è eccessivo oppure che i materiali interessati possono essere recuperati efficacemente anche dopo la frantumazione.
Il passaggio distingue quindi tra l’obbligo generale di separare preventivamente le parti e i casi nei quali il recupero può avvenire con modalità differenti. La valutazione dipenderà dalle condizioni previste per l’esenzione e dalla capacità dell’impianto di dimostrare l’efficienza del recupero.
Batterie e motori elettrici al centro del recupero
Secondo Marco Ferracin di Safe, l’hub delle economie circolari, il punto più delicato riguarda batterie e motori elettrici, nei quali si concentra la quota più critica di materie prime del veicolo. La loro maggiore facilità di rimozione e sostituzione dovrebbe contribuire a ridurre rifiuti e impatti ambientali.
Ferracin indica inoltre neodimio, cobalto e rame, insieme ad altri minerali critici e strategici, tra i materiali il cui valore potrebbe essere trattenuto in Europa. La possibilità di separare più agevolmente batterie e motori assume quindi un ruolo specifico nel recupero delle materie prime dai veicoli a fine vita.
Una domanda per voi
Quali componenti dei veicoli dovrebbero avere la priorità nella progettazione per lo smontaggio e il recupero?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte: https://www.quattroruote.it/news/ecologia/2026/10/15/safe_economia_circolare_progettare_per_riciclare.html

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