Tesla apre al V2L (PowerShare), la funzione che può trasformare l’auto in un "powerbank gigante"
Tesla apre finalmente al V2L, una delle funzioni più interessanti che negli ultimi anni hanno iniziato a distinguere le auto elettriche più evolute. Dopo essere stato introdotto su alcuni modelli specifici, il sistema Vehicle-to-Load sta arrivando anche sulle nuove Model 3 e Model Y prodotte nello stabilimento Tesla di Shanghai, almeno per alcuni mercati.

La novità è stata segnalata inizialmente sui mercati dell’Asia-Pacifico e dell’Oceania e rappresenta un passaggio importante per Tesla, soprattutto perché il V2L permette di utilizzare la batteria dell’auto non soltanto per muovere il veicolo, ma anche come fonte di energia per dispositivi elettrici esterni.
Per il momento il rollout riguarda le nuove vetture destinate a Cina, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. La funzione è associata alla nuova generazione di hardware e, secondo le informazioni disponibili, non sembra quindi essere semplicemente una caratteristica che Tesla può attivare tramite un aggiornamento software sulle vetture già circolanti.
Tesla Model 3 e Model Y diventano powerbank su quattro ruote
Il concetto alla base del V2L è piuttosto semplice. Una Tesla dotata dell'hardware necessario può utilizzare parte dell'energia immagazzinata nella batteria ad alta tensione per alimentare apparecchiature esterne attraverso un apposito adattatore.
La potenza indicata per questa implementazione arriva a 2,4 kW, un valore sufficiente per diversi utilizzi quotidiani: strumenti elettrici, computer, illuminazione, piccoli elettrodomestici, apparecchiature da campeggio o dispositivi elettronici.
È una possibilità particolarmente interessante durante le attività all'aperto. Una Model 3 o una Model Y potrebbe diventare una sorta di grande batteria mobile per alimentare attrezzature da lavoro, ricaricare batterie fotografiche, far funzionare un router oppure alimentare piccoli elettrodomestici durante un campeggio.
Il V2L può inoltre avere un'utilità concreta nelle emergenze. In caso di blackout, per esempio, una vettura compatibile potrebbe fornire energia temporaneamente a frigoriferi, illuminazione o altri dispositivi essenziali, senza dover ricorrere immediatamente a un generatore tradizionale.

E l’Europa?
È proprio questo il punto più interessante per gli automobilisti europei. Le nuove Model 3 e Model Y prodotte a Shanghai condividono parte dell'hardware tra diversi mercati e questo rende tecnicamente plausibile un'estensione della funzione anche ad altre regioni.

Al momento, però, Tesla non ha annunciato ufficialmente l'arrivo del V2L sulle Model 3 e Model Y europee. Anche il mercato britannico, nonostante riceva Model 3 prodotte a Shanghai, non risulta ancora incluso nel rollout annunciato per la nuova configurazione.
Questo rende particolarmente interessante osservare cosa succederà nei prossimi mesi. Se Tesla dovesse estendere il V2L anche all'Europa, la novità potrebbe avere un peso maggiore di quanto sembri.
Il V2L rappresenta infatti soltanto il primo livello dell'utilizzo bidirezionale dell'energia. Un'auto che può alimentare apparecchi esterni può diventare, con tecnologie e autorizzazioni adeguate, parte di un ecosistema energetico più ampio. Il passaggio successivo è il V2H, cioè Vehicle-to-Home, mentre il V2G permette di interagire direttamente con la rete elettrica.

L'Europa, del resto, sta mostrando un interesse crescente verso la ricarica bidirezionale. Secondo l'International Energy Agency (IEA), diversi Paesi europei hanno già raggiunto condizioni favorevoli alla diffusione commerciale del V2G, mentre l'Unione Europea ha introdotto requisiti per i nuovi sistemi di ricarica che dal 2027 includeranno anche il supporto alla bidirezionalità e allo standard ISO 15118-20.
Una Tesla potrebbe quindi diventare molto più di un'auto
L'arrivo del V2L sulle nuove Tesla è interessante soprattutto perché cambia il modo in cui si può guardare alla batteria dell'auto.
Fino a oggi la batteria è stata considerata principalmente come il serbatoio energetico necessario per percorrere chilometri. Con il V2L diventa invece una riserva di energia mobile, utilizzabile anche quando l'auto è ferma.
Non significa che ogni Tesla possa già farlo: la disponibilità dipende dal modello, dall'anno di produzione, dall'hardware installato e dal mercato. Per i proprietari delle vetture precedenti, quindi, non è sufficiente aspettarsi un semplice aggiornamento OTA.
Per le nuove Model 3 e Model Y, però, la direzione sembra ormai tracciata. Dopo aver introdotto il V2L su modelli e versioni specifiche, Tesla sta progressivamente ampliando la disponibilità della tecnologia.
Vedremo nel prossimo futuro, se anche l'Europa sarà coinvolta nella prossima fase del rollout.
Se Tesla portasse il V2L anche sulle Model 3 e Model Y europee, per quale utilizzo lo sfrutteresti maggiormente: campeggio, emergenze domestiche, lavoro o alimentazione di piccoli elettrodomestici?

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

