Tesla, 4 incidenti mortali con Autopilot nel solo mese di luglio
Luglio 2026 segna un record negativo per i sistemi di assistenza alla guida di Tesla. La casa automobilistica ha segnalato alle autorità federali statunitensi 236 incidenti, il dato mensile più alto mai comunicato. Quattro di questi hanno causato la morte di una o più persone. In ogni caso i dati di Tesla indicano che Autopilot o Full Self-Driving (FSD) erano attivi, ma il pubblico non ha mai saputo del coinvolgimento del sistema. Il quadro emerge dall'inchiesta, che incrocia i rapporti oscurati inviati alla NHTSA con incidenti reali e identificabili.
Un record mensile in crescita costante
Nel 2021 la NHTSA, l'agenzia statunitense per la sicurezza stradale, ha introdotto uno Standing General Order. Da allora i costruttori devono segnalare ogni incidente in cui un sistema di guida assistita di livello 2 fosse attivo nei 30 secondi precedenti l'impatto. Il conteggio mensile di Tesla cresce da inizio anno: 135 casi a marzo, 207 a maggio, 209 a giugno. Con i 236 di luglio si raggiunge un nuovo massimo.
Sette morti in quattro rapporti sigillati
Tutti e quattro gli episodi compaiono nelle segnalazioni di luglio con la dicitura "Verified Engaged". Significa che Tesla ha confermato tramite telemetria l'attivazione del sistema. Tuttavia l'azienda ha oscurato tre campi chiave, la descrizione dell'accaduto, la versione del software e l'indicazione se la strada rientrasse nell'area operativa approvata.
Upper Marlboro, Maryland: tre vittime
Intorno alle 00:45 del 12 luglio una Tesla Model 3 stava svoltando a sinistra su Governor's Park Lane, all'altezza della Route 301. Secondo la polizia statale del Maryland, non ha dato la precedenza a una Harley-Davidson che procedeva dritta. Sono morti il motociclista Matthew Vowell, 48 anni, la passeggera Krystal Vowell, 47, e Adriana Maxwell, 22, che viaggiava a bordo della Tesla. L'auto era impiegata come servizio di ride sharing.
Il rapporto di Tesla registra una svolta a sinistra a circa 32 km/h con il sistema verificato come attivo. L'azienda dichiara inoltre di possedere il video. Una svolta a sinistra senza protezione, attraverso il traffico contrario, è una manovra tipica della modalità City Streets. Rientra quindi tra le funzioni dell'FSD e non dell'Autopilot di base.
San Mateo, California: uscita di strada e incendio
Il 15 luglio una Tesla Model S del 2016 è uscita di carreggiata, ha colpito un palo della luce ed è andata a fuoco. Il conducente è morto. Il rapporto indica il sistema attivo a circa 84 km/h e l'urto contro un oggetto fisso. L'uscita di strada è la tipologia di incidente più frequente nell'intero archivio di Tesla sulla guida assistita.

Ione, California: invasione di corsia e scontro frontale
Verso le 7:18 del 22 luglio una Tesla che viaggiava verso nord sulla Highway 104 ha invaso la corsia opposta. Secondo la California Highway Patrol, ha urtato di striscio una Honda e poi si è scontrata frontalmente con una Cadillac. Il conducente della Tesla, Shelby Waldie, 25 anni, è morto. Un bambino di due anni, che si trovava nell'auto coinvolta, è stato ricoverato. Gli investigatori stanno ancora verificando perché la vettura abbia oltrepassato la linea di mezzeria.
Il rapporto descrive una Model Y del 2026, nuovissima, con sistema attivo a circa 87 km/h. La spiegazione dell'invasione di corsia si trova proprio nella descrizione che Tesla ha oscurato.
Ashby, Minnesota: cantiere sull'Interstate 94
Alle 15:57 circa del 20 luglio, in un cantiere sull'Interstate 94, una Ford diretta a ovest si è scontrata con una Tesla diretta a est. Un terzo veicolo ha poi colpito entrambe. La polizia statale del Minnesota ha riferito due decessi, il conducente della Tesla, Harold Ennulat, 73 anni, e quello della Ford, 24 anni. Dalle dichiarazioni della polizia sembra che la Ford procedesse contromano. La Tesla, quindi, probabilmente non ha responsabilità. Tuttavia i dati dell'azienda mostrano il sistema attivo a circa 80 km/h, e Tesla conserva sia il registratore dei dati dell'evento (EDR) sia il video.
Nessuno dei quattro incidenti era stato descritto pubblicamente come legato ad Autopilot o FSD. Il collegamento emerge soltanto perché Tesla era obbligata a inviare la segnalazione, che poi ha oscurato.
Il conteggio ufficiale sottostima le vittime
Nei documenti esiste un ulteriore problema. Il rapporto di Tesla riporta un solo campo per la gravità massima delle lesioni. A Upper Marlboro sono morte tre persone e ad Ashby due, ma ogni segnalazione registra un unico decesso. Di conseguenza le segnalazioni federali di Tesla sottostimano le vittime degli incidenti con guida assistita. Ogni statistica costruita su questi dati parte quindi da un valore troppo basso, compresi i confronti di sicurezza che la stessa Tesla cita.
Perché l'oscuramento dei dati è rilevante
Pochissimi costruttori adottano questa pratica. General Motors gestisce con il Super Cruise un sistema di flotta connessa paragonabile e non oscura alcuna descrizione degli incidenti. Nell'archivio attuale Tesla nasconde la descrizione nel 100% dei rapporti, mentre GM nello 0%.
Il nodo dell'inchiesta è proprio questo. Tesla spinge sempre più i proprietari a trattare un sistema di livello 2 come se guidasse da solo, e vende il software con il nome "Full Self-Driving". Nel frattempo la responsabilità legale resta sempre al conducente. Allo stesso tempo l'azienda sigilla i documenti che mostrerebbero il comportamento del sistema quando qualcosa va storto. Ai regolatori ha dichiarato che subirebbe un "danno finanziario" se il pubblico li vedesse. In un solo mese sono morti un motociclista, una passeggera di un servizio di ride sharing, un venticinquenne con un bambino piccolo a bordo e un uomo di 73 anni. Secondo i dati di Tesla, tutte queste vetture erano in guida assistita, ma nessun rapporto spiega cosa abbia fatto l'auto.

Il nostro punto di vista
Luglio dimostra il problema in un solo mese, mentre il numero di incidenti sale a livelli record, i casi mortali emergono dai dati di Tesla ma restano fuori dal dibattito pubblico. E' possibile ammettere che alcune di queste morti, come quella del Minnesota, potrebbero non dipendere da Tesla. Proprio per questo le descrizioni dovrebbero essere pubbliche. Oggi nessuno all'esterno può distinguere tra un incidente causato dal sistema e uno in cui il sistema non ha alcun ruolo.
Invitiamo alla cautela. Un sistema attivo nei 30 secondi precedenti lo schianto non dimostra che sia la causa. Inoltre il campo del software oscurato impedisce di distinguere Autopilot da FSD. Questa incertezza, però, dipende da Tesla, l'azienda possiede i dati, ha compilato i rapporti e ha deciso che il comportamento delle sue auto in quattro incidenti mortali sia un segreto industriale. La NHTSA sta già indagando sul modo in cui Tesla segnala questi incidenti.
Vorreste che ogni costruttore fosse obbligato a rendere pubbliche le descrizioni degli incidenti?

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

