
Stalli di ricarica occupati, dalle minacce alle proposte per i controlli
L’occupazione abusiva degli stalli di ricarica sta alimentando tensioni che, nelle testimonianze raccolte tra gli automobilisti, comprendono minacce, intimidazioni e danneggiamenti. Il punto di partenza della discussione è il pestaggio subito da Paride, nato dall’impossibilità di accedere a una colonnina, ma i racconti disponibili descrivono anche episodi nei quali lo scontro fisico è stato sfiorato.
Il problema viene percepito come sistemico e non episodico, anche se non sono disponibili dati sul numero complessivo delle occupazioni abusive o delle aggressioni. A pesare è la natura stessa dello stallo: bloccare una colonnina non equivale a costringere un automobilista a cercare un altro parcheggio, perché può impedire una ricarica necessaria per proseguire il viaggio.
Minacce e danni attorno alle colonnine
Una delle testimonianze arriva da Rimini, dove Massimo ha trovato tre dei quattro stalli non disponibili. Per collegare l’auto all’unica presa accessibile ha dovuto posizionare il veicolo contromano, perché altrimenti il cavo non sarebbe arrivato. L’automobilista che occupava uno degli spazi lo avrebbe insultato, lasciando poi la vettura sul posto.
Otello Celletti riferisce di non essere mai arrivato allo scontro fisico, ma di aver ricevuto minacce e di aver sperimentato tempi lunghi per l’intervento delle autorità. Marco Tardini racconta invece di avere documentato un episodio con una dash cam e di aver presentato denuncia ai carabinieri allegando il filmato. In seguito ha trovato completamente rigata la fiancata sinistra dell’auto; il responsabile, secondo la testimonianza, è stato individuato e denunciato.
Un altro automobilista, Roberto, afferma di evitare le colonnine pubbliche proprio per il timore di incontrare vandali, preferendo ricaricare in garage la propria ibrida plug-in con un caricatore portatile da 10 A. Dai racconti emerge inoltre una bassa fiducia nei controlli, legata alla percezione di interventi tardivi e denunce poco efficaci.
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Dissuasori, telecamere e segnalazioni digitali
Le soluzioni avanzate dagli automobilisti partono dalla protezione fisica degli spazi. Una proposta prevede l’installazione di sbarre o dissuasori, da abbassare soltanto dopo l’attivazione della ricarica. Un sistema del genere impedirebbe materialmente la sosta dei veicoli non collegati, ma richiederebbe investimenti e standard condivisi.
Un’altra ipotesi riguarda la videosorveglianza, attraverso telecamere installate nelle colonnine o nelle aree circostanti e capaci di registrare la targa di chi occupa lo stallo senza ricaricare. A questa proposta si affianca la richiesta di un protocollo dedicato per le forze dell’ordine, con segnalazioni digitali inviate tramite un’app comunale o un QR code presente sulla colonnina.
Tra le richieste figurano anche sanzioni più severe, fino alla decurtazione dei punti e, nei casi ritenuti più gravi, alla denuncia per interruzione di servizio. Si tratta di proposte formulate dai lettori, non di misure già adottate, e la loro fattibilità giuridica non è definita dalle informazioni disponibili.
Segnaletica più chiara e controlli automatici
Una soluzione più immediata individuata nelle testimonianze riguarda la riconoscibilità degli stalli: cartelli più visibili, pavimentazione colorata e indicazioni inequivocabili potrebbero rendere evidente che lo spazio è riservato esclusivamente ai veicoli in ricarica.
Le proposte comprendono infine sistemi automatici con cui la colonnina possa segnalare al gestore la presenza di un veicolo fermo ma non in carica, consentendo di attivare un controllo o informare il Comune. Nessuna di queste ipotesi risulta già operativa nel quadro descritto e rimangono aperti gli aspetti economici, tecnici e giuridici della loro eventuale applicazione.
Una domanda per voi
Quale sistema potrebbe tutelare meglio gli stalli di ricarica senza rendere più complesso l’accesso alle colonnine?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte: https://www.vaielettrico.it/risse-alla-colonnina-la-rabbia-e-le-proposte-dei-lettori/

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