
Auto elettriche, l’Europa vuole colonnine più accessibili e pagamenti senza vincoli
La diffusione delle auto elettriche in Europa passa anche dalla possibilità di ricaricare in modo semplice e senza complicazioni. Non basta infatti aumentare il numero delle colonnine: per rendere davvero competitivo il modello elettrico è necessario che gli automobilisti possano utilizzarle senza dover conoscere in anticipo il gestore, scaricare diverse applicazioni o sottoscrivere abbonamenti.
È proprio su questo aspetto che l’Unione europea sta intervenendo. Il regolamento AFIR ha introdotto una serie di requisiti destinati a rendere la rete di ricarica più capillare, interoperabile e trasparente. Tra gli aspetti più importanti ci sono proprio quelli relativi ai pagamenti, che dovranno diventare sempre più immediati e accessibili.

Più colonnine lungo le principali strade europee
Il regolamento europeo stabilisce obiettivi precisi per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica lungo la rete TEN-T. Entro il 2030, sulle principali direttrici europee dovranno essere presenti gruppi di stazioni di ricarica a intervalli regolari, con requisiti di potenza adeguati alla crescente diffusione delle auto elettriche. Per la rete centrale TEN-T il riferimento è una distanza massima di 60 chilometri tra i gruppi di stazioni, mentre sulla rete globale il limite previsto arriva a 100 chilometri.
L'obiettivo è evidente: rendere i viaggi elettrici sulle lunghe distanze sempre più prevedibili, riducendo il rischio di trovarsi senza una colonnina disponibile.
La quantità, però, non è l'unico elemento importante. Anche il modo in cui l'automobilista può utilizzare queste infrastrutture assume un ruolo fondamentale.
Pagamenti più semplici alle colonnine
Uno dei problemi che ancora oggi possono rendere meno immediata la ricarica pubblica è la frammentazione dei sistemi di pagamento. Ogni operatore può avere la propria applicazione, il proprio account e le proprie tariffe, costringendo l'utente a organizzarsi prima di arrivare alla colonnina.
L'AFIR introduce invece il principio della ricarica ad hoc, cioè la possibilità di pagare direttamente il servizio senza dover necessariamente stipulare un contratto con il gestore. Per le nuove infrastrutture pubbliche installate dal 13 aprile 2024 è previsto l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici ampiamente diffusi nell'Unione, come lettori di carte o sistemi contactless. Per i punti con potenza inferiore a 50 kW sono ammesse anche soluzioni basate su internet, come i pagamenti tramite QR code.
Dal 1° gennaio 2027, inoltre, per i punti con potenza pari o superiore a 50 kW situati lungo la rete TEN-T o nelle aree di parcheggio sicure interessate dal regolamento, i requisiti diventeranno ancora più stringenti, con l'obbligo di accettare pagamenti tramite carta o sistemi contactless.
Trasparenza anche sui prezzi
La questione dei pagamenti è legata direttamente a quella delle tariffe. L'Europa richiede che i prezzi siano ragionevoli, trasparenti, comparabili e non discriminatori.

Per le colonnine da almeno 50 kW, il prezzo della ricarica ad hoc deve essere espresso sulla base dell'energia effettivamente erogata, quindi in €/kWh. Può essere aggiunto anche un costo legato al tempo di occupazione della colonnina, pensato per evitare che un veicolo rimanga collegato troppo a lungo una volta terminata la ricarica. Il costo deve comunque essere comunicato prima dell'avvio della sessione.

Anche i fornitori di servizi di mobilità devono rendere disponibili in anticipo le informazioni relative al prezzo della singola ricarica, comprese eventuali commissioni o costi di roaming.
In questo modo l'automobilista dovrebbe poter scegliere più facilmente dove e come ricaricare, senza trovarsi davanti a costi poco chiari.
La vera sfida, quindi, non riguarda solamente il numero di colonnine presenti sul territorio europeo. Una rete capillare deve essere accompagnata da infrastrutture affidabili, potenze adeguate e soprattutto da pagamenti semplici e universali.
Per chi guida un'auto elettrica, l'esperienza ideale dovrebbe essere molto simile a quella di un normale distributore: arrivare, collegare l'auto, pagare con il metodo preferito e ripartire. L'Europa sta cercando di trasformare questo principio in uno standard comune, riducendo una delle barriere che ancora possono frenare la diffusione della mobilità elettrica.
Secondo voi, la possibilità di pagare direttamente con carta o contactless renderà davvero più semplice la ricarica delle auto elettriche?

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!