
Abbonamenti per la ricarica elettrica: quando fanno davvero risparmiare
Gli abbonamenti per la ricarica pubblica possono ridurre sensibilmente il costo dell'energia, ma la tariffa nominale racconta soltanto una parte della storia. Un pacchetto da 100 kWh acquistato a 45 euro equivale a 0,45 euro per kWh solo quando viene utilizzato integralmente. Consumandone la metà, il costo effettivo sale a 0,90 euro per kWh.
Le formule disponibili in Italia seguono principalmente due modelli. Nel primo si acquista anticipatamente una quantità mensile di energia; nel secondo si paga un canone per ottenere uno sconto sulla tariffa a consumo. La convenienza dipende quindi dai kWh effettivamente ricaricati, dalle reti utilizzate e dalla necessità di accedere a colonnine AC, DC o HPC.
I pacchetti mensili di Plenitude, Enel e A2A
Plenitude propone tre pacchetti. Smart Road include 100 kWh a 45 euro, utilizzabili sulle colonnine Quick fino a 22 kW della rete Plenitude. Fast Road offre 150 kWh a 83 euro su tutta la rete dell'operatore senza limiti di potenza, mentre Full Road arriva a 200 kWh per 150 euro ed estende l'utilizzo agli operatori interoperabili.
Utilizzando completamente l'energia inclusa, il costo è rispettivamente di circa 0,45, 0,55 e 0,75 euro per kWh. I kWh non consumati, però, non vengono trasferiti al mese successivo. Nel caso di Smart Road, usare 75 kWh porta il costo reale a 0,60 euro per kWh; con 50 kWh si sale a 0,90 euro, mentre fermandosi a 30 kWh si raggiungono 1,50 euro per kWh. Il prezzo più basso esiste soltanto quando il pacchetto viene sfruttato quasi interamente.
Enel applica lo stesso principio con tre tagli: 72 kWh a 49 euro, 120 kWh a 79 euro e 195 kWh a 129 euro. A pieno utilizzo si spendono circa 0,68 euro per kWh con il pacchetto più piccolo e circa 0,66 euro con gli altri due. L'energia è utilizzabile sulle prese AC e sulle colonnine DC fino a 99 kW, mentre le HPC oltre questa soglia restano escluse.
Il confronto con la tariffa a consumo è particolarmente importante: sulla rete Enel la formula Basic viene indicata a 0,61 euro per kWh in AC e 0,67 euro in DC fino a 99 kW. Il pacchetto mensile, dunque, non risulta automaticamente più economico.
A2A offre invece 40 kWh a 25 euro, 100 kWh a 57 euro e 200 kWh a 106 euro. Consumando tutto il credito, il costo scende progressivamente da circa 0,62 a 0,57 e 0,53 euro per kWh. Le stazioni Ultra e Fast sono però escluse, un limite da considerare soprattutto per chi effettua frequentemente viaggi lunghi.
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Canone mensile e sconto sull'energia
Il secondo modello non impone di acquistare in anticipo un quantitativo di energia. Il cliente paga un canone mensile e continua a saldare ogni ricarica in base ai kWh erogati, ma a un prezzo ridotto. Questa soluzione può risultare più semplice da gestire quando i consumi cambiano sensibilmente da un mese all'altro.
Ionity Motion costa 5,99 euro al mese e porta la tariffa in Italia a 0,63 euro per kWh. Ionity Power richiede 11,99 euro mensili e riduce il prezzo a 0,50 euro per kWh. In base alle soglie indicate, Motion recupera il proprio canone dopo circa 35 kWh al mese, mentre Power raggiunge il pareggio intorno ai 40 kWh. Superati approssimativamente i 46 kWh, Power diventa più conveniente di Motion.
Electra applica una logica analoga. Essential costa 1,99 euro al mese e riconosce uno sconto di 0,10 euro per ogni kWh sulla rete Electra; Smart costa 4,99 euro e porta lo sconto a 0,20 euro per kWh. Il canone viene recuperato rispettivamente dopo circa 20 e 25 kWh, mentre oltre i 30 kWh mensili Smart risulta la formula più favorevole tra le due.
Atlante Go prevede infine un canone di 9,99 euro al mese, con una tariffa di 0,49 euro per kWh sulla rete Atlante e di 0,59 euro per kWh sulla rete partner indicata dall'offerta. Anche in questo caso la valutazione deve includere non soltanto il prezzo, ma la presenza effettiva delle infrastrutture lungo i percorsi abituali.
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La formula giusta dipende dall'utilizzo
Chi dispone di una wallbox domestica e ricorre alla ricarica pubblica soltanto durante i viaggi difficilmente trae vantaggio da un pacchetto attivo ogni mese. In questo scenario sono generalmente più adatte le tariffe pay-per-use oppure un abbonamento da attivare soltanto nel periodo in cui serve.
La situazione cambia per chi non può ricaricare a casa e utilizza regolarmente tra 100 e 150 kWh pubblici al mese, soprattutto se si affida alla stessa rete. Un consumo prevedibile permette di sfruttare quasi completamente il pacchetto, riducendo il rischio di pagare energia che resterà inutilizzata.
Per chi viaggia molto, usa soprattutto colonnine HPC e alterna operatori differenti, la flessibilità acquista invece un peso maggiore. Un canone che riduce la tariffa al kWh può essere più adatto di un pacchetto vincolato a una determinata rete, a una soglia di potenza o a una quantità mensile prestabilita.
Come calcolare la convenienza reale
Prima di sottoscrivere un'offerta occorre analizzare almeno tre elementi: il consumo pubblico medio mensile, le reti effettivamente utilizzate e la distribuzione delle sessioni tra AC, DC e HPC. Il semplice prezzo pubblicizzato al kWh non basta, perché potrebbe presupporre condizioni difficili da rispettare nell'uso quotidiano.
Il ritorno degli abbonamenti non coincide quindi con una replica delle vecchie tariffe flat. Le formule attuali favoriscono soprattutto consumi prevedibili o la fedeltà all'ecosistema di un operatore. La domanda decisiva non è quale piano mostri il prezzo teorico più basso, ma quale offerta possa essere realmente utilizzata senza sprecare credito o rinunciare alle colonnine necessarie.
Una domanda per voi
È preferibile mantenere la libertà della tariffa a consumo o legarsi maggiormente a un operatore in cambio di un prezzo più basso?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato controllato dall'intelligenza artificiale
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=IgDje6VtjKs

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